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Trapiantati gli organi a Kowthar

Finalmente, dopo un anno e mezzo d’attesa, Kowthar, giovane libanese portata in Italia da Hope Onlus nell'aprile 2013, è stata sottoposta al doppio trapianto di rene e fegato presso il Policlinico di Milano, il 30 settembre 2014. Hope, con l’aiuto del Consolato Libanese di Milano, ha fatto anche in modo di far arrivare suo papà Hassan dal Libano per starle vicino e seguire passo per passo le delicatissime fasi dell’intervento e della ripresa.  Ad oltre un mese dall’operazione le condizioni di Kowthar sono migliorate nettamente rispetto a qualche mese fa: il fegato è perfettamente funzionante e non ha avuto problemi di rigetto, ma purtroppo il nuovo rene non riesce a lavorare correttamente, per cui sarà necessario un altro trapianto.

Kowthar al-Arab è una giovane ragazza libanese portata da Hope Onlus in Italia con la speranza di ricevere un trapianto combinato di rene e fegato necessario per curare la terribile malattia genetica dalla quale è affetta: l’iperossaluria primaria. Si tratta di una rara malattia degenerativa causata da altissimi livelli di ossalato nel plasma e nelle urine che possono portare a calcificazione del rene, insufficienza renale e morte prematura. Nella famiglia di Kowthar anche la sorellina Nabila era affetta da questa terribile malattia, ma la piccola è purtroppo mancata prima che potesse avere la possibilità di venire in Italia per il doppio trapianto. In Libano infatti, non solo le donazioni di organi sono molto rare, ma non ci sono nemmeno medici specializzati in questo tipo di operazioni, né si trovano i farmaci anti-rigetto che il paziente dovrà assumere per tutta la vita dopo il trapianto. Per questi motivi, l’unica speranza per Kowthar è stata lasciare il Libano e venire in Europa. Hope è riuscita a far riconoscere a Kowthar lo stato di vittima indiretta della guerra civile, permettendole l’arrivo nel nostro Paese e garantendole l’ospitalità di una famiglia milanese che l’ha accolta come una figlia.

Kawthar, in attesa di un altro rene, ricomincia la sua dialisi settimanale con sempre una grande speranza nel cuore.

PREMI

Riconoscere l'eccellenza di un approccio metodologico innovativo